Avatar
da Messaggio dall'Himalaya
RIFLESSIONI
La differenza tra l’uomo divino e il dio umano è che l’avatar è completamente cosciente della sua identità con Brahman, e al contrario l’uomo, pur essendo creato della stessa sostanza divina, non ne è cosciente perché è legato alla percezione dei sensi. Ciò che permette all’uomo di sentire e percepire il significato di un avatar è la presenza in lui stesso dell’immanente divino: “l’uguale percepisce l’uguale”.
L’avatar, la cui apparizione risponde all’attesa profondamente radicata in tutti i più intimi ed antichi desideri degli uomini, è però riconosciuto solo da pochi dei suoi contemporanei. Cristo, per esempio, fu ritenuto da molti del suo tempo il figlio del falegname di Nazareth, e i sacerdoti giudaici ortodossi lo considerarono soprattutto elemento di disturbo pericoloso alla loro stabilità; anche Krishna, uno dei molti principi del suo tempo, rivelò il suo potere divino solo a pochi dei suoi contemporanei.
da Messaggio dall'Himalaya, di Malti Maria Gabriele Wosien.
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